Tavola della Riconciliazione e Pace 2008
6° Cammino di Riconciliazione e pace "Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere". (Giovanni FALCONE) "Lavoro e Legalità promuovono Giustizia e PACE" Oggi siamo chiamati a dare senso alla nostra vita mettendo al centro La mafia e la camorra sulla necessità economica cercano di sostituirsi allo Stato e mettono radici. I lavoratori sanno essere solidali con chi un lavoro non l'ha ancora mai trovato, e con chi l'ha perso a partire da tutte le vittime della finanza creativa che manda in fallimento le fabbriche producendo manovalanza per i traffici illegali. Non basta presidiare i territori a rischio, la lotta va fatta contro la precarietà, contro le false promesse e con l'aiuto delle istituzioni per incentivare lo sviluppo. Camminare insieme, tuttavia, vuol dire guardare la nostra realtà meridionale e chiederci perché il lavoro manca, e perché quello che c'è produce incidenti che mettono a rischio la vita. Il fraterno incontro, diversità, persone, culture e religioni differenti, richiama la questione irrisolta della convivenza, ci interroga sul tema del diritto universale al Buon lavoro. Bisogna operare per l'unità della famiglia umana valorizzando la centralità delle persona e la dignità di ogni popolo e civiltà. Nel Sud del Mondo e nel ricco Occidente non si riesce a conciliare la sicurezza dei luoghi di lavoro con la persona umana. Ma in Italia la Costituzione afferma che la "Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art 4). CHIEDIAMO A TUTTI DI PARTECIPARE a questa iniziativa per dovere di solidarietà, nei confronti dei Paesi Più POVERI, non solo come cittadini italiani ma anche come cittadini dei Mondo. Avvertiamo il dovere dì una carità universale, per la promozione di un mondo più umano per tutti, un mondo nel quale tutti hanno qualcosa da dare e da ricevere, senza che il progresso degli uni costituisca un ostacolo allo sviluppo degli altri. Non bisogna perdere la capacità d'indignarsi di fronte a chi sfrutta il lavoro sostenendo le persone impaurite sotto la minaccia del licenziamento o del mancato rinnovo dei contratto. Giovani, precari, sottoposti all'umiliazione per condizioni di inoccupazione o di finta occupazione, giovani spesso laureati e specializzati che si trovano a svolgere mansioni percependo uno stipendio pari a 2/3 in difetto rispetto a quello che percepivano i padri, o i nonni. Scegliere quest’anno di accendere i fari sul lavoro è in piena continuità e coerenza con gli appelli con cui abbiamo accompagnato il Cammino di Riconciliazione e Pace in questi anni. Tantissimi hanno camminato con noi e firmato i nostri appelli. Una voce nel deserto dell'indifferenza che quest'anno sarà ancora più forte per giungere anche alle orecchie di chi non vuol sentire. Ogni donna e ogni uomo della terra deve poter godere dei propri diritti e ciò deve essere costruito, passo dopo passo, generazione dopo generazione, con l'impegno individuale. E’ allora necessario un maggior impegno perché i diritti umani siano riconosciuti e tutelati all'interno delle Costituzioni, delle leggi, delle istituzioni nazionali. Ciò non significa negare il riconoscimento delle differenze culturali e sociali o voler occidentalizzare il mondo, ma riconoscere che il rispetto e la dignità della persona umana devono essere interiorizzati e valorizzati all'interno di ogni cultura. Così come elencate nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata il 10 dicembre 1948 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sono i diritti fondamentali, universali, inviolabili e indisponibili di ogni persona: sono fondamentali in quanto corrispondono ai bisogni vitali, spirituali e materiali, sono inviolabili in quanto sono i diritti di cui nessun essere umano può essere privato, sono indisponibili in quanto sono i diritti a cui nessuno può rinunciare, neppure volontariamente. La fraternità rende infatti possibile pensare a un bene comune per tutti gli uomini e cioè pensare all'umanità intera anche in termini politici, economici e culturali. Ti Aspettiamo! Vieni a Camminare con noi per mostrare solidarietà verso chi soffre per i propri diritti negati. SABATO 20 SETTEMBRE 2008 ORE 9.00 - PIAZZA RISORGIMENTO, BENEVENTO
|